lunedì 23 marzo 2009

Roma Senza Totti perde

Ibrahimovic di cognome fa Inter. Suona anche bene, pur con il diminutivo: piacere, Ibra Inter. L’Inter morattiana ha spesso comprato al supermercato, ma qualche acquisto buono l’ha fatto. E si tratta di giocatori pagati poco o niente. Lo stesso svedese è stato preso con i soldi finiti al Palermo per Amauri e una certa differenza tra i due c’è e si vede.

L’Inter voleva Capello e Capello ci sarebbe stato. Durante il corteggiamento, convinse due juventini a seguirlo: appunto Ibra e Vieira. Fece così la fortuna di Moratti, che poi lo abbandonò per riabbracciare Mancini. Ibrahimovic è il nuovo capocannioniere del campionato italiano, alla pari con Di Vaio, con il quale comporrebe una bella coppia. La sua seconda rete ricorda quella segnata sullo stesso campo da Totti: dribbling doppio e cucchiaio. Bravino, ci pare. Arbitri italiani. Il derby toscano è stato diretto dal livornese Banti. Felipe Melo ha dato una testata a Del Grosso davanti ai suoi occhi: giallo. Ha un suo regolamento? A Genova il prode Ayroldi non ha concesso un rigore (e successiva espulsione) all’Udinese per un fallo di Juric su Floro Flores. Perché? Non gli andava. Sessanta secondi dopo ha segnato il Genoa. E’ solo una dette tante perle.

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