lunedì 6 aprile 2009

Ultimo rigore 2

Ultimo rigore 2. Carlo Corsi, dopo aver smascherato una triste vicenda di doping nel mondo del calcio, ha smesso di allenare ad alto livello dedicandosi ai giovani dilettanti. Ma il suo vecchio amico Massimo Normanni, presidente della Juliana, lo convince a tornare in panchina. Impresa non facile: la squadra annaspa nella bassa classifica del campionato di serie B.

Suo figlio Marco, ex grande talento, ha abbandonato definitivamente la carriera calcistica, dopo lo sfortunato incidente, si è sposato e fa il disegnatore di fumetti. E' tuttavia rimasto vicino al padre e all'amico Andrea Martini, portiere della Juliana, suo ex compagno sin dalle giovanili.

Martini, come altri componenti della squadra, non sembra rispondere come dovrebbe alle sollecitazioni necessarie per risalire la classifica.
Ed è proprio Marco a scoprire che i pessimi risultati della squadra sono in realtà pilotati da un gruppetto di giocatori. Dietro c'è uno oscuro giro di partite comprate e vendute, di scommesse clandestine, un fiume di denaro che finisce nelle tasche di chi tira i fili della combine. Carlo rivela quanto ha scoperto a Massimo Normanni, che disgustato, minaccia di rivolgersi alla magistratura. A frenarlo è Romiti, il direttore generale della squadra. Il presidente non può immaginarlo ma è proprio Romiti la mente della banda che trucca gli incontri,con la complicità dell'avvocato Colombo, il legale della società.

Normanni parte col suo aereo per Parigi dove vive la figlia Marta ma non tornerà mai più: l'aereo precipita. Incidente o attentato?
Ora più che mai Carlo si sente di dover trovare le prove della combine e denunciare i corrotti appoggiato da Marta Normanni, tornata a casa dopo la morte del padre. Per fermarlo, Romiti e Colombo si servono di Daniele un giovanissimo calciatore che Carlo ha portato con sé, a cui ha fatto quasi da padre. Facendo leva sull' ambizione del ragazzo e con l'aiuto della bella Diana, anche lei disposta a tutto per avere fama e successo, lo convincono ad accusare pubblicamente Carlo di una colpa infamante…

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