venerdì 4 luglio 2008

Musica ed intelligenza

L'esercizio della musica non rende più intelligenti, ma fa bene al cervello, perché lo rende più veloce, preciso, efficiente. Lo hanno dimostrato gli scienziati riuniti nei giorni scorsi a Montreal al congresso 'Neuroscienze e Musica. Disordini e Plasticita'', organizzato dalla Fondazione Mariani di Milano.

In particolare, Sylvain Moreno e Glenn Schellenberg, della York University di Toronto, hanno svolto uno studio per valutare l'influenza dell'esercizio musicale sulla mente. Hanno sottoposto 108 tra bambini e ragazzi, alcuni studenti di musica e altri no, a una serie di test psicologici. Dalle valutazioni dei due scienziati è emerso che la musica non fa crescere l' intelligenza, ma la capacità di risolvere i problemi: quell' insieme di abilità che gli psicologi chiamano funzioni esecutive, comprendenti la pianificazione delle azioni, l'attenzione e il controllo dell'impulsività.

Altre due ricerche hanno confrontato musica e linguaggio. Ed é emerso che l'esercizio delle lingue straniere, come quello con tasti e spartiti, migliora attenzione, memoria, lettura e apprendimento. In particolare sono stati messi a confronto gruppi di bambini bilingue con bambini monolingua e bambini musicisti e valutati poi i comportamenti dei giovani adulti. Risultato: non si sono rilevate differenze significative nei risultati dei test di intelligenza, ma in particolari compiti visivi e uditivi in cui era importante una buona pianificazione i musicisti se la cavavano decisamente meglio.

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